Santuario Greccio
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Nel 1223 san Francesco desidera rievocare a Greccio, luogo da lui molto amato, la Natività. “A greccio, in quella notte santa, non si celebrò solo un rito, ma nacque anche il culto e la tradizione del presepe”. (da: fra Attilio Carlo Cadderi, con Francesco nella valle di Rieti, 2010). Sul Natale di Greccio scrive Tommaso da Celano: “…Giovanni Velita, signore di Greccio, fu degnato dal Signore di una mirabile visione. Vide nella mangiatoia un fanciullino addormentato, e Francesco lo prese, e se lo strinse forte tra le braccia, cercando di svegliarlo da quel sonno profondo.”
Ritratto di san Francesco a Greccio
Si tratta di una copia su tela di un dipinto perduto che raffigura il santo, già piagato dalle stigmante, che si asciuga gli occhi con un fazzoletto. Secondo la tradizione il dipinto venne fatto realizzare dalla nobile romana Jacopa dei Settesoli.
Jacopa aveva conosciuto Francesco ad Assisi nel 1210 e a Roma lo aiutò per ottenere ospitalità e ad essere ricevuto dal papa Innocenzo III. Nel 1221 san francesco, su ispirazione di Jacopa, fondò il Terzo Ordine dei francescani laici. La tradizione narra che quando san Francesco era in punto di morte chiese di inviare una lettera a colei che affettuosamente chiamava frate Jacopa perché lo andasse a salutare prima della morte. Nella lettere chiedeva inoltre che frate Jacopa portasse con se il suo velo da sposa e i mostaccioli che era solita preparare per l’amico. Ma Jacopa arrivò prima ancora che la lettera fosse stata spedita, portando con sé proprio ciò che il santo desiderava.


